" Centro di Igiene Mentale" è uno spettacolo di monologhi e canzoni
scritto e interpretato da Simone Cristicchi.

“..Cara Margherita, ti scrivo questa lettera per farti consapevole che sto bene. Il Dottore dice che sono quasi guarito, che sono diventato un uomo tranquillo e adesso veramente non farei del male manco a una mosca! ...”

“Centro di Igiene Mentale “ è uno spettacolo di Teatro-Canzone dal forte impatto civile e sociale. Il tema del disagio mentale, della vita manicomiale, viene affrontato attraverso le voci di una galleria di personaggi che mettono continuamente in comunicazione una sensibilità esasperata, acutissima, con lo sguardo dello spettatore. Le canzoni diventano così i segni di interpunzione di un unico discorso/lettera, che segue un doppio movimento: le voci dall’interno del disagio mentale all’estero, e lo sguardo della società, al di fuori di un metaforico e fisico cancello. L’ironia che attraversa le canzoni del repertorio di Centro di Igiene Mentale, diventa così lo strumento di analisi e di distacco dal cinismo dei tempi correnti, e il disagio mentale appare come elemento di contrasto, di disvelamento dei veri disagi della realtà che ci circonda. Il “vero” Centro di Igiene Mentale è il Mondo che comincia “oltre quella ringhiera verde scuro” del S.Eugenio: i “veri” matti sono gli altri (noi?), la vera follia è da ricercarsi nelle manifestazioni della nostra celebrata e labile “normalità”.

La forma dei monologhi di Cristicchi, l’esposizione, il tono naturale e priva di enfasi, si inseriscono a pieno titolo nell’ambito delle recenti valorizzazioni del Teatro Civile, di parola e memoria. Ai monologhi, si alternano canzoni "a tema" tratte dal repertorio repertorio di “Fabbricante di Canzoni” , il pluri-premiato esordio discografico che ha portato al successo Cristicchi, con l’aggiunta di alcuni brani scelti tra quelli della grande canzone d'autore italiana (Gaber, De Gregori, Endrigo). Inoltre ci sono le testimonianze “dirette”, le voci da un Manicomio: poesie e lettere mai spedite (censurate!), scritte dai ricoverati del Manicomio di S.Girolamo, a Volterra: sono documenti preziosi risalenti ai primi del 1900, che ancora oggi mantengono una straordinaria umanità e attualità.

Le caratteristiche dello spettacolo, che alterna momenti comici e drammatici, toccando con sensibilità il tema dell’emarginazione e della diversità, si prestano anche ad un suo utilizzo di tipo pedagogico/sociale: comunità di recupero, carceri, ma anche università e scuole, possono rappresentare situazioni di riflessione, dibattito, immedesimazione per pubblici definiti. In senso più generale, invece, nel C.I.M. confluiscono sia lo stile di ricerca cantautorale più impegnato, che un approccio libero, pop (nel senso di “popolare”) e quindi facilmente fruibile da un pubblico trasversale, sia per riferimenti culturali che per generazione.
Le parole dell’autore: “…prendo spunto da un' esperienza personale di volontariato all' interno di alcuni Centri di Igiene Mentale. Racconto storie di Matti, indagando nella loro infinita fantasia, ma anche nel dolore e la solitudine di questi personaggi “unici” incontrati lungo un percorso, destinato a non finire. “Centro di Igiene Mentale” è per me una vera "Nave dei Folli" alla deriva, in continuo mutamento, e me la vedo viaggiare fortunatamente senza destinazione alcuna…”

“Centro di Igiene mentale” diventerà un documentario: diario di viaggio negli ex manicomi italiani.

INFORMAZIONI per C.I.M. : info@dueffelmusic.com
>> Leggi la recensione de "Il Giornale Di Brescia"