DAVID LAZZARETTI – LA FOTO INEDITA

Questa è la storia del ritrovamento di una delle rarissime immagini che ritrae David Lazzaretti. Del mistico dall’Amiata, infatti, esistono pochissime fotografie. 

Il ritrovamento di questa foto si deve a una delle tante coincidenze a cui, ormai, mi ha abituato questo intrigante itinerario fra le pietre di Monte Labro e i segni di David. Qualche anno fa ero a “Domenica in”, invitato come ospite nello spazio di Pippo Baudo. Ero lì per presentare un estratto dello spettacolo “Il Secondo Figlio di Dio”. Una volta conclusa la performance, uscendo dallo studio televisivo, venni fermato dal fonico che mi chiese perché, nel breve racconto che avevo recitato, non avessi nominato il paese di Montorio Romano, in Sabina.

In effetti, Montorio Romano fu uno dei luoghi frequentati da Lazzaretti, nel suo intenso percorso spirituale. In particolare, mi parlò della grotta del diruto convento di Sant’Angelo, dove Lazzaretti praticò un lungo periodo di eremitaggio nel 1868. Avevo letto molto sugli strani avvenimenti e le visioni che David ebbe in quel luogo, già frequentato prima di lui da altri mistici.

Nella grotta di Montorio, David chiese di essere murato e, osservando il digiuno totale, vi rimase per 47 giorni, tra febbri continue e visioni. Proprio in quel frangente, avrà la visione più importante della sua vita, quella di San Pietro che gli impresse sulla fronte le due C rovesciate e speculari, separate da una croce, che divennero poi il simbolo della sua misteriosa missione, e stemma della Chiesa Giurisdavidica.

Pochi giorni dopo, invitato dal signor Augusto (il fonico della RAI), andai a Montorio, dove trovai molte persone ad aspettarmi. Frequentando Montorio ho conosciuto Pino Giannetti, titolare del ristorante A Corte. Fra i clienti, mi parlò di Luigi Di Gianlorenzo, il quale gli aveva confidato di conservare una rarissima foto del profeta dell’Amiata. Il ritrovamento eccezionale per gli studiosi del Lazzaretti, è dovuto al bisnonno di Luigi, Domenico Di Gianlorenzo, sindaco a Montorio dal 1861 al 1871, che all’epoca possedeva una macchina fotografica pionieristica, con cui immortalava paesaggi e personaggi del luogo. Quando giunse David, che cominciava già ad avere fama e proseliti, il sindaco si recò al convento di Sant’Angelo e lo ritrasse in una foto.

Si tratta di una foto particolare di un giovane Lazzaretti vestito in abiti comuni, intento a leggere un libro, tra le rovine del convento di Sant’Angelo. 

Il Signor Luigi Di Gianlorenzo, venuto a conoscenza della mia passione e delle ricerche di cimeli rari di Lazzaretti, me ne fece dono. Affinché tutti potessero vedere questa piccola foto di oltre centocinquanta anni fa, decisi di portarla ad Arcidosso, dove era in allestimento una mostra dedicata al profeta, all’interno del Museo Lazzaretti, nel Castello Aldobrandesco.

La mostra “David Lazzaretti – Il messia dell’Amiata / Cimeli e Documenti“, venne curata dall’Assessorato alla Cultura e del Centro Studi David Lazzaretti, e fu parte di un progetto condiviso con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari / Museo delle Civiltà di Roma.

Luigi Di Gianlorenzo

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